6G: Cagliari-Samp 2-1

26-09-16 CAGLIARI-SAMPDORIA CAMPIONATO SERIE A TIM 16-17 DELUSIONE SAMPDORIA GOL 1-0 JOAO PEDRO

Il riassunto della gara, ma forse anche di queste quattro sconfitte consecutive, in un nostro tweet di ieri sera, al fischio finale. Sembra ormai che le squadre avversarie sappiano cosa fare, fin troppo bene: ci lasciano la palla, bloccano le vie interne, i nostri centrocampisti non riescono a verticalizzare e chiaramente il modulo non permette di attaccare con gli esterni. Quando arriva l’errore nella misura del passaggio o l’anticipo del difensore, ecco che invece è l’avversario a verticalizzare rapidamente, prendendo spesso d’infilata lo Skriniar o il Pereira di turno.

Le statistiche del possesso palla danno ancora una volta la Samp come superiore all’avversario, 60% contro 40%, e con più passaggi completati, 350 a 209, e siamo dunque di nuovo qui a parlare di sterilità. Sì perchè il grafico degli attacchi alla trequarti è desolante, con tanti tentativi in profondità centrali annullati dalla difesa cagliaritana senza affanni, o per l’imprecisione dei centrocampisti blucerchiati o per gli errati movimenti delle punte.

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Un autentico muro di sbarramento con le tante imbucate verso l’area bloccate o imprecise (frecce rosse).La heat map del secondo tempo isolano dettaglia ancor meglio il muro al limite dell’area:

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Una volta capito come controllare il gioco Doriano, con Muriel, tra l’altro, che tra giornate con poco estro o dopo troppe partite consecutive (comprese anche quelle con la nazionale dall’altra parte del mondo), e con Quagliarella che si annulla da solo, ecco che diventa semplice invitare i vari Alvarez – tante le palle toccate, ma non incide mai, tre anni di contratto, grazie Montella – o Praet a quella che potremmo definire una innocua imboccata. Con Pereira e Regini già pure troppo impegnati a non far figuracce in difesa (senza riuscirci, vedi il portoghese in occasione del primo gol con Padoin che lo umilia come se ci fossero tre categorie di differenza tra i due) ecco che il gioco non potrà che passare sempre per vie interne.

Non è un caso che una volta passati al 3-4-3, anche senza esterni di ruolo, è arrivato il gol di Bruno Fernandes, dopo una discesa sulla fascia sinistra ed un cross che ha trovato l’ex Udinese (fin troppo) solo in area. Lì portare a casa un punto pareva cosa fatta, ma qui a nostro avviso Giampaolo ha peccato di poca umiltà. Come riferito dal bordocampista di Sky, il mister continuava ad invitare la sua linea difensiva a stare alti appena che il risultato è tornato in parità, e sono bastati due minuti (anche se in pratica è stata la prima azione proposta dai padroni di casa dopo il gol subìto) a farsi infilzare in profondità da Marchionni. Certo, l’errore di Viviano costa il gol, ma arriva DOPO che la linea davanti al nostro portierone regala l’ennesimo svarione, “giustificata” dal suo tecnico. Il Cagliari raccogle così tre punti fondamentali contro una diretta concorrente con il minimo sforzo, senza proporre chissà quale giocata trascendentale. Il baricentro Samp è stato più alto, mentre gli avversari si sono messi lì a lasciarci giochicchiare, compatti:

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Anche i tiri complessivi sono appannaggio del Doria, addirittura 18 a 9, ma che tiri sono stati? Mai pericolosi in verità, soltanto in due occasioni si è impegnato il portiere avversario, anzi una, quando Storari ha disinnescato un tiro da fuori area di Cigarini, mentre nel secondo tempo l’unico tiro nello specchio è quello di Fernandes per il gol del momentaneo 1-1. Il resto sono conclusioni rimpallate o velleitari tiri dalla lunga distanza.

E quindi? Con lo che sport si basa sugli aggiustamenti che in fase di preparazione della partita vengono orchestrati dai tecnici, Giampaolo deve forse capire che servono già delle contromosse per non risultare prevedibili. Inutile rimarcare gli errori in fase di mercato sui troppi centrocampisti acquistati ignorando un reparto, la difesa, vero tallone d’achille già dello scorso anno. Perchè è chiaro che il gioco davanti è sterile, ma dietro al primo uno contro uno l’avversario crea facilmente la superiorità numerica. Ora contro il Palermo è già una sorta di ultima spiaggia, a settembre, perchè cinque sconfitte consecutive sarebbero davvero tante.

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5G: Bologna-Samp 2-0

Bologna, 21/09/2016 Serie A/Bologna-Sampdoria Gol Bologna (2-0): delusione Fabio Quagliarella

Sconfitta stavolta senza attenuanti per una Samp che domina sul piano del gioco la prima mezz’ora non impensierendo però mai Da Costa, poi il Bologna sale in cattedra (!) grazie ad agili ripartenze, passa in vantaggio a fine primo tempo e legittima la vittoria con il secondo gol contro una difesa completamente in bambola, salvo poi controllare senza particolari affanni fino al novantesimo. L’espulsione esagerata di Barreto con il risultato già sul 2-0 non deve costituire un alibi nè per i tifosi nè per i giocatori e lo staff tecnico.

A fine partita non si può che tornare ai due o quattro punti persi nelle precedenti due gare, in cui si meritava molto di più. Purtroppo giocare bene e non fare risultato non serve a nulla, è lapalissiano, ma spesso si sentono in giro quelli che si accontentano. Niente di più sbagliato, per chi scrive: non fare punti mina le certezze, insinua dubbi nella testa dei giocatori, ed un gol subìto a fine primo tempo come quello di Verdi ha la facoltà di abbarterti come un gol al novantacinquesimo, anche se hai ancora 45 minuti da giocare.

Stucchevole forse tornare di nuovo sul primo pezzo di questo blog, ma alla fine chi è causa del suo mal pianga se stesso. La difesa era da rinforzare, palesemente il reparto più debole della scorsa stagione. Appena il Bologna ha trovato la forza di attaccare in contropiede, nell’area di rigore blucerchiata è iniziato a serpeggiare il terrore. Insistiamo, ma un centrale ed un terzino erano due ruoli su cui porre particolare attenzione. Pavlovic è arrivato con un problema al ginocchio, ha saltato parte della preparazione e dopo l’inizio di campinato incorraggiante è fermo ai box, operato ieri al ginocchio, e ne avrà per un mese circa. Pereira, lanciato da Zenga, ha mostrato stasera limiti imbarazzanti tanto quanto Dodo’ (mentre aveva contenuto decentemente Niang). E’ un classe 1998 e non deve stupire non sia ancora pronto, ma sulla sua fascia Krejici ha spaccato in due la partita, senza che Giampaolo provasse a correre ai ripari, magari facendolo aiutare da un centrocampista. Sull’altra fascia Regini ha tenuto botta proponendosi parecchio per il cross dal fondo fino a quando la Samp ha tenuto il pallino del gioco, ma l’impiego laterale del capitano espone l’altra problematica, quella del centrale: Skriniar non è parso irreprensibile sul gol di Destro, anzi. Complessivamente la sua è stata una prestazione decorosa, come quella contro il Milan, ma due sue amnesie ci sono costate due gol, purtroppo la Serie A è questa, alla prima disattenzione vieni castigato e francamente non ce lo possiamo permettere.

Davanti si conferma impresentabile anche l’attuale Quagliarella (che per noi lo è da gennaio, ma anche qui ci ripetiamo), questa la sua partita:

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Appena Muriel ha una mezza giornata storta – o semplicemente tira il fiato – ecco che in avanti si spegne la luce, con Praet volenteroso ma poco più, per ora.

Il secondo tempo al netto dell’espulsione ha mostrato una Samp davvero involuta anche solo rispetto alla prima mezz’ora, vero ci sono state due occasioni abbastanza clamorose con Skriniar che a porta vuota sugli sviluppi di un calcio d’angolo ha lisciato una palla a botta sicura e Barreto ha mandato a lato un cioccolatino di Praet, ma qui si entra ancora una volta nei limiti tecnici dei singoli. Torreira ha giocato la solita miriade di palloni, ma ad un certo punto il Bologna ha preso le giuste distanze nel suo centrocampo, ingabbiandolo, e da lì si è spenta pure la Samp. Abbiamo visto per la prima volta Cigarini, subentrato all’ex-Pescara dopo il gol del 2-0, ma ormai la partita era segnata e non ha inciso, così come l’altro subentrato Schick. I padroni di casa hanno continuato a lasciarci il pallone nei piedi, contenti di farlo perchè ci esponeva al loro contropiede.

La partita si chiude con quasi il 60% di possesso di palla e 448 passaggi completati contro 274, in trasferta, non al cospetto del Real Madrid chiaramente, ma senza aver mai impensierito davvero Da Costa. E’ presto per certe valutazioni, siamo solo alla quinta partita, ma restiamo sempre convinti che un 4-4-2 quadrato e solido è sarà sempre da preferire per squadre del livello del Doria. Troppe le 46 palle perse e le sole 18 recuperate (26 e 27 gli stessi numeri per il Bologna). Ancora una volta vinciamo la “sfida” sul baricentro più alto e sul tenere corta la squadra, segno che comunque i dettami tattici del mister sono ben interpretati dai giocatori sul piano dello stare in campo, ma questa è una magra soddisfazione se produce sterilità offensiva.

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E quindi? Posto che Sala e Pavlovic saranno assenti anche a Cagliari e chissà per quanto ancora, occorrerà far buon viso a cattivo gioco continuando a puntare su Pereira e Skriniar, sperando di vederli crescere velocemente man mano che metteranno chilometri di calcio giocato nel motore. In attacco invece qualche alternativa a Quagliarella esiste, l’auspicio è dunque vedere Schick o Budimir (due scommesse a livello di Serie A, sia chiaro) al fianco di Muriel già dalla trasferta in terra sarda. Sarebbe importantissimo portare a casa un punto per poi dare tutto contro il Palermo tra le mura amiche.

4G: Samp-Milan 0-1

Ci risiamo, a distanza di cinque giorni un’altra “svista” arbitrale condanna la Samp ad una immeritata sconfitta, questa volta sotto forma di fuorigioco, guarda un po’ come a Milano la scorsa stagione:

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La gara gira su quell’episodio, perchè il tema tattico della partita sarebbe sicuramente cambiato, il Milan dopo reclama giustamente un rigore su Bonaventura che l’arbitro non concede e che sa tanto di compensazione per il rigore concesso invece a Dzeko, e questo ci fa ben capire come siamo messi in questo nostro campionato. Una roba indecente. Chiaro però che la cronologia degli eventi porta il Doria a sentirsi più penalizzato, anche perchè sbagliare un fuorigioco in un’azione in velocità ci può stare, ma sbagliarlo di quasi mezzo metro sugli sviluppi di un calcio d’angolo è inaccettabile. C’è chi recrimina anche sul gol annullato a Muriel per (presunto) tocco di mano, ma qui le immagini non chiariscono se il tocco c’è stato o meno, azione tra l’altro molto simile a quella di Icardi a Pescara domenica scorsa, dove là – ma guarda un po’ – non fu ravvisata nessuna infrazione del centravanti argentino. Quando bacino d’utenza importante incontra bacino d’utenza minore, il bacino d’utenza minore è un bacino morto.

Come per la precedente giornata suona stucchevole un’analisi di quello visto in campo, dal momento che le gare sono state decise da eventi imponderabili. Abbiamo una squadra che lotta, che prova a proporre il suo calcio, ma che alla fine torna a casa con zero punti e le pive nel sacco dei tifosi. Torreira, di nuovo sugli scudi, fa girare ottimamente i compagni ben supportato da un Linetty sempre sul pezzo ed un attento Barreto, lontano parente di quello visto la scorsa stagione. Il solito pressing alto, per ovvie ragioni di tenuta fisica più efficace nella prima ora di gioco, ha costretto il Milan a molti lanci lunghi (29), snaturando così il gioco che Montella vuole dai suoi. Sempre Torreira protagonista per quanto riguarda le palle recuperate, migliore in campo con 10. Praticamente tutte le voci statistiche ci vedono in vantaggio, spicca soprattutto il dato sulle palle recuperate (41 a 29) ma soprattutto il baricentro molto più alto rispetto ai rossoneri: a 56 metri, ben dentro la metacampo avversaria contro 44, con una lunghezza della squadra di 29 metri contro 34. Ottima dunque la compattezza imposta dal gioco di Giampaolo. Al solito si attacca molto per vie centrali senza sfruttare le fasce, ma anche questa è una caratteristica del modulo del nuovo mister.

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L’infortunio di Sala costringe la Samp ad un primo cambio prematuro, ma Pereira annulla facilmente un’indolente Niang. Tutta la difesa regge bene gli attacchi del Milan, ben supportata dal centrocampo. In chiaroscuro l’esordio di Praet: alcuni spunti sono da giocatore “vero”, però anche tante pause su un terreno di gioco che di certo non aiuta i giocatori tecnici. E’ l’ultimo arrivato e dovrà di certo ancora capire cosa il mister vuole realmente da lui, ed è molto l’impegno mostrato, però ecco un esempio: Skriniar sbaglia un controllo e Suso lo punisce innescando Bacca per lo 0-1, Romagnoli prima fa altrettanto ma Praet si incarta sulla palla non sfruttando il regalo.

Ci sono poi da porre un paio di annotazioni che riguardano anche i precedenti pezzi di questo blog: Ribadiamo che in fase di presentazione avevamo fatto notare come fossero tre le principali carenze di questo organico, ossia un difensore centrale, un terzino sinistro ed un attaccante.

Se gli episodi negativi dovuti all’arbitraggio sono incontrollabili, chi è causa del suo mal pianga se stesso se ci sono evidenti errori in fase di costruzione della rosa. L’infortunio di un Pavlovic già con problemi ad un ginocchio durante la preparazione estiva ha costretto Giampaolo ad una scelta obbligata, ossia spostare Regini sulla sinistra per non dover schierare lo sciaugurato Dodo’ (ripetiamo, non spiegabile come questo inadeguato giocatore sia tornato alla Samp dopo i disastri della scorsa stagione e restiamo sempre più convinti dell’ennesimo favore fatto all’Inter sotto forma di pagamento di una rata di Eder o qualcosa di simile). In mezzo ha così preso posto Skriniar, a dire il vero ineccepibile fino all’erroraccio che ha regalato il gol a Bacca ma pur sempre gravemente colpevole, vuoi per scarsa tecnica, vuoi per inesperienza. Serviva un centrale affidabile dopo l’addio di Castan.

Lo stesso dicasi per Quagliarella: Muriel sta reggendo l’attacco da solo, e speriamo non soffra anche soltanto di un rafreddore. Posto però che il colombiano non potrà continuare così per tutto l’anno altrimenti la prossima stagione sarebbe al Barcelona, il Quagliarella visto da gennaio ad oggi è assolutamente un uomo in meno. Fatica a procurarsi un’occasione (non ha mai tentato il tiro), ha completato soltanto il 50% dei passaggi tentati, non ha subìto falli, è spesso anticipato e non supporta il compagno di reparto nel fraseggio. E se il cambio è soltanto Budimir

Chiariamo: il mercato è stato fatto, i soldi sono stati spesi, ma queste tre lacune sono piuttosto gravi a fronte di un’abbondanza fin ingiustificata a centrocampo.

Questa volta muoviamo pure un appunto a Giampaolo, perchè per la seconda volta consecutiva il mister avversario ha cambiato la gara con i cambi (Spalletti con Totti e Dzeko a Roma, Montella con Bacca ieri) ed il nostro allenatore ha subìto oltremodo la cosa senza adeguamenti tattici. Chiaramente l’abbondanza della panchina almeno dei giallorossi è altra cosa, però Giampaolo c’è parso passivo nel cercare una contromossa o nel tentare lui di girare la partita.

Il tutto, ribadiamo, in un più ampio discorso che SE non danno rigore a Dzeko e SE danno il gol a Barretoesattamente quello che andava fatto, per inciso – saremmo forse qui a fare altri discorsi.

E quindi? Da tifosi siamo contenti per quello che la squadra sta dimostrando sul campo, sempre propositiva, gagliarda e divertente. Ora sotto con cinque partite contro “poveracci” quanto noi, dove la sudditanza di questa mediocre classe arbitrale non peserà (le prime due in trasferta a Bologna e Cagliari, due campi storicamente ostici). Non scordiamoci mai qual’è il nostro obiettivo, cioè quei 40 punti da raggiungere il più presto possibile e che vogliono dire salvezza, sperando di colmare quelle tre lacune lasciate in fase di mercato nella finestra di gennaio.

Ultima considerazione sul prezzo dei biglietti. Per le gare contro le “grandi” un posto nei distinti è passato da 50 a 60 euro in una sola stagione, +20%. Troppo.

3G: Roma-Samp 3-2

rigore_accUn rigore inesistente regala tre punti alla Roma all’ultimo secondo del recupero dopo una partita strana, se non fosse altro per la lunga pausa tra i due tempi causa nubifragio. Il pareggio era sicuramente risultato più giusto, pareggio che infatti stava maturando sul campo prima del colpo da fuoriclasse dell’arbitro Giacomelli. Tutto secondo copione, come mille altre volte: contro le squadre dall’importante bacino d’utenza, quelle chiamate big, grandi, non devi quel giorno essere solo più forte e basta, ma più forte ed un po’, proprio perchè sai già che succederà qualcosa di imponderabile. La Samp è “solo” stata più forte per un tempo, in cui non ha capitalizzato la mole di gioco espressa.

Una Samp che ha giocato con personalità per 45 minuti, che dopo essere andata sotto di un gol alla prima azione dei padroni di casa si è ordinatamente messa a rigiocare il suo calcio rimontanto ed andando a riposo sul 2-1. Fantastico il gol di Muriel arrivato da un lancio lungo di Regini, con il numero 9 che al volo batte Szczesny in diagonale. Malissimo la difesa della Roma che si fa infilare con troppa facilità. Il raddoppio da corner è propiziato da un’errata uscita del portiere polacco. In mezzo molte occasioni sprecate, spesso con la sensazione che i blucerchiati siano quasi stupiti della possibilità createsi e non vadano sulla palla con la giusta cattiveria agonistica. Una volta è Alvarez a mancare l’ultimo passaggio, un’altra è Quagliarella ad arrivare dopo, un’altra ancora è una leggerezza in appoggio. C’è anche Szczesny chiaramente che disinnesca un paio di occasioni, come un tacco al volo di Quagliarella deviato miracolosamente in angolo.

L’acquazzone che si è abbattuto sull’Olimpico e che ha ha prolungato la sosta dai canonici quindici minuti ad ottanta ha giovato, come spesso accade, alla squadra parsa più in difficoltà che ha potuto riordinare le idee e cambiato gli spenti Perotti ed El Sharaawy per Totti e Dzeko che hanno svoltato la gara. Il clima sugli spalti era tutto apparecchiato per il solito psicodramma da tifoso giallorosso, poi Giacomelli ha tolto le castagne del fuoco a Pallotta e Sabatini. A dire la verità la sfuriata degli uomini di Spalletti è durata “solo” mezz’ora, durante la quale San Viviano ci ha però mantenuto in linea di galleggiamento, mentre l’ultimo quarto d’ora scorreva placidamente verso il risultato più giusto di 2-2.

Al Doria pare essersi spenta la luce in quei trenta minuti, ma a nostro avviso è stata una logica carenza di personalità dovuta alla giovane età di chi deve fare gioco, ovvero Torreira e Linetty, mentre Totti disegnava calcio di prima intenzione cercando l’imbeccata per Dzeko, tempi di gioco che mandavano in difficoltà la nostra coppia centrale. Forse Giampaolo avrebbe dovuto curarsi maggiormente del capitano giallorosso con una marcatura a uomo, magari togliendo Alvarez, facile dirlo dopo. Tutto fisiologico, cresceranno, cresceremo come squadra. Muriel, dopo aver fatto ammattire i difensori romanisti per quasi tutto il primo tempo, si è lentamente spento fino alla sostituzione, e questo ha sicuramente pesato sull’avanzamento del baricentro dei locali, meno impegnati senza doversi preoccupare della velocità del colombiano.

Ecco la differenza tra le due frazioni di gioco in quanto al nostro possesso palla:

Inutile entrare nel dettaglio dei numeri per provare a raccontare la partita come questo blog ha provato a fare nei precedenti episodi, tanto sono netti a favore di una squadra nel primo tempo quanto netti a favore dell’altra nel secondo.

Giampaolo ha impostato la partita sulle verticalizzazioni, Sala e Pavlovic hanno spinto poco per contenere Salah e Bruno Peres, ma Pavlovic ha grosse responsabilità sul primo gol subìto, sbagliando la posizione ed il tempo sull’egiziano. Resta infatti negli spogliatoi all’inizio della ripresa, ma Dodo’, come ampiamente previsto, non fa meglio, anzi dopo mezz’ora e mille richiami del mister, viene sostituito da Skriniar con Regini dirottato terzino sinistro. Dodo’ è palesemente inadeguato al campionato italiano di Serie A, ne sono straconvinto da gennaio, eppure è tornato a Genova all’ultimo giorno di mercato che sa tanto di pagamento di una rata di Eder, perchè questo “acquisto” non ha nessuna motivazione tecnica. Brutto giocarsi un cambio così, quando poteva venir buono nel finale (Sala ha chiuso in preda ai crampi).

Ecco alla fine il baricentro delle due squadre:

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Dopo tre partite quello che ci convince meno sono tre posizioni: il terzino sinistro, il trequartista e l’attaccante da affiancare a Muriel, tre dubbi che avevamo anche in fase di presentazione. Pavlovic ha amnesie difensive quasi quanto Dodo’, però sembra comunque più concreto del brasiliano, ma era una posizione da rinforzare. Alvarez al solito impalpabile, magari lo vedi saltare un paio di uomini, ma poi la giocata resta fine a se stessa, con un tiro strozzato facile per il portiere o il passaggio indietro di alleggerimento. Sappiamo di essere forse non troppo morbidi con l’argentino, un nostro limite. Dati alla mano quello che ha percorso più chilometri dei 22 in campo, quindi l’impegno nel cercare di essere decisivo non è mancato, ma quantità non vuol dire qualità. Aspettiamo con trepidazione la promozione di Praet a titolare. Quagliarella, gol a parte sugli sviluppi di un angolo, ci è apparso ancora una volta opaco, la nostra convinzione resta quella di vederlo con almeno un passo e mezzo in meno rispetto ad un paio di anni fa, cosa che lo fa arrivare sulla palla tardi. Se qui le alternative sono… soltanto Budimir, che gli Dei del calcio ci mantengano in salute Muriel.

E quindi? Brucia tantissimo tornare a casa con zero punti per il solito regalo della classe arbitrale alla squadra più blasonata, ma il primo tempo conferma quanto di buono visto nelle prime due partite di campionato – così come i limiti di cui appena scritto. Ora sotto con il Milan ferito a domicilio da una Udinese che già a Roma non aveva per niente demeritato fino all’altro rigore inventato sempre su Dzeko che dopo un’ora aveva sbloccato il risultato. Ovviamente noi non solo da tifosi ma anche – sì – da sportivi auguriamo solo male professionale a Dzeko: i simulatori sono uno dei peggiori mali del calcio, dello sport che amiamo, una razza bastarda che si spera di estinguere con l’introduzione dell’instant replay, prima o poi. Ed è per questo che non succederà mai.

*Dati della gara tratti dal sito della Lega Calcio e da FourFourTwo.com

Se non sai di cosa sto parlando nella foto del rigore: https://www.youtube.com/watch?v=W9QIE1OytWg