3G: Roma-Samp 3-2

rigore_accUn rigore inesistente regala tre punti alla Roma all’ultimo secondo del recupero dopo una partita strana, se non fosse altro per la lunga pausa tra i due tempi causa nubifragio. Il pareggio era sicuramente risultato più giusto, pareggio che infatti stava maturando sul campo prima del colpo da fuoriclasse dell’arbitro Giacomelli. Tutto secondo copione, come mille altre volte: contro le squadre dall’importante bacino d’utenza, quelle chiamate big, grandi, non devi quel giorno essere solo più forte e basta, ma più forte ed un po’, proprio perchè sai già che succederà qualcosa di imponderabile. La Samp è “solo” stata più forte per un tempo, in cui non ha capitalizzato la mole di gioco espressa.

Una Samp che ha giocato con personalità per 45 minuti, che dopo essere andata sotto di un gol alla prima azione dei padroni di casa si è ordinatamente messa a rigiocare il suo calcio rimontanto ed andando a riposo sul 2-1. Fantastico il gol di Muriel arrivato da un lancio lungo di Regini, con il numero 9 che al volo batte Szczesny in diagonale. Malissimo la difesa della Roma che si fa infilare con troppa facilità. Il raddoppio da corner è propiziato da un’errata uscita del portiere polacco. In mezzo molte occasioni sprecate, spesso con la sensazione che i blucerchiati siano quasi stupiti della possibilità createsi e non vadano sulla palla con la giusta cattiveria agonistica. Una volta è Alvarez a mancare l’ultimo passaggio, un’altra è Quagliarella ad arrivare dopo, un’altra ancora è una leggerezza in appoggio. C’è anche Szczesny chiaramente che disinnesca un paio di occasioni, come un tacco al volo di Quagliarella deviato miracolosamente in angolo.

L’acquazzone che si è abbattuto sull’Olimpico e che ha ha prolungato la sosta dai canonici quindici minuti ad ottanta ha giovato, come spesso accade, alla squadra parsa più in difficoltà che ha potuto riordinare le idee e cambiato gli spenti Perotti ed El Sharaawy per Totti e Dzeko che hanno svoltato la gara. Il clima sugli spalti era tutto apparecchiato per il solito psicodramma da tifoso giallorosso, poi Giacomelli ha tolto le castagne del fuoco a Pallotta e Sabatini. A dire la verità la sfuriata degli uomini di Spalletti è durata “solo” mezz’ora, durante la quale San Viviano ci ha però mantenuto in linea di galleggiamento, mentre l’ultimo quarto d’ora scorreva placidamente verso il risultato più giusto di 2-2.

Al Doria pare essersi spenta la luce in quei trenta minuti, ma a nostro avviso è stata una logica carenza di personalità dovuta alla giovane età di chi deve fare gioco, ovvero Torreira e Linetty, mentre Totti disegnava calcio di prima intenzione cercando l’imbeccata per Dzeko, tempi di gioco che mandavano in difficoltà la nostra coppia centrale. Forse Giampaolo avrebbe dovuto curarsi maggiormente del capitano giallorosso con una marcatura a uomo, magari togliendo Alvarez, facile dirlo dopo. Tutto fisiologico, cresceranno, cresceremo come squadra. Muriel, dopo aver fatto ammattire i difensori romanisti per quasi tutto il primo tempo, si è lentamente spento fino alla sostituzione, e questo ha sicuramente pesato sull’avanzamento del baricentro dei locali, meno impegnati senza doversi preoccupare della velocità del colombiano.

Ecco la differenza tra le due frazioni di gioco in quanto al nostro possesso palla:

Inutile entrare nel dettaglio dei numeri per provare a raccontare la partita come questo blog ha provato a fare nei precedenti episodi, tanto sono netti a favore di una squadra nel primo tempo quanto netti a favore dell’altra nel secondo.

Giampaolo ha impostato la partita sulle verticalizzazioni, Sala e Pavlovic hanno spinto poco per contenere Salah e Bruno Peres, ma Pavlovic ha grosse responsabilità sul primo gol subìto, sbagliando la posizione ed il tempo sull’egiziano. Resta infatti negli spogliatoi all’inizio della ripresa, ma Dodo’, come ampiamente previsto, non fa meglio, anzi dopo mezz’ora e mille richiami del mister, viene sostituito da Skriniar con Regini dirottato terzino sinistro. Dodo’ è palesemente inadeguato al campionato italiano di Serie A, ne sono straconvinto da gennaio, eppure è tornato a Genova all’ultimo giorno di mercato che sa tanto di pagamento di una rata di Eder, perchè questo “acquisto” non ha nessuna motivazione tecnica. Brutto giocarsi un cambio così, quando poteva venir buono nel finale (Sala ha chiuso in preda ai crampi).

Ecco alla fine il baricentro delle due squadre:

roma-samp-baric

Dopo tre partite quello che ci convince meno sono tre posizioni: il terzino sinistro, il trequartista e l’attaccante da affiancare a Muriel, tre dubbi che avevamo anche in fase di presentazione. Pavlovic ha amnesie difensive quasi quanto Dodo’, però sembra comunque più concreto del brasiliano, ma era una posizione da rinforzare. Alvarez al solito impalpabile, magari lo vedi saltare un paio di uomini, ma poi la giocata resta fine a se stessa, con un tiro strozzato facile per il portiere o il passaggio indietro di alleggerimento. Sappiamo di essere forse non troppo morbidi con l’argentino, un nostro limite. Dati alla mano quello che ha percorso più chilometri dei 22 in campo, quindi l’impegno nel cercare di essere decisivo non è mancato, ma quantità non vuol dire qualità. Aspettiamo con trepidazione la promozione di Praet a titolare. Quagliarella, gol a parte sugli sviluppi di un angolo, ci è apparso ancora una volta opaco, la nostra convinzione resta quella di vederlo con almeno un passo e mezzo in meno rispetto ad un paio di anni fa, cosa che lo fa arrivare sulla palla tardi. Se qui le alternative sono… soltanto Budimir, che gli Dei del calcio ci mantengano in salute Muriel.

E quindi? Brucia tantissimo tornare a casa con zero punti per il solito regalo della classe arbitrale alla squadra più blasonata, ma il primo tempo conferma quanto di buono visto nelle prime due partite di campionato – così come i limiti di cui appena scritto. Ora sotto con il Milan ferito a domicilio da una Udinese che già a Roma non aveva per niente demeritato fino all’altro rigore inventato sempre su Dzeko che dopo un’ora aveva sbloccato il risultato. Ovviamente noi non solo da tifosi ma anche – sì – da sportivi auguriamo solo male professionale a Dzeko: i simulatori sono uno dei peggiori mali del calcio, dello sport che amiamo, una razza bastarda che si spera di estinguere con l’introduzione dell’instant replay, prima o poi. Ed è per questo che non succederà mai.

*Dati della gara tratti dal sito della Lega Calcio e da FourFourTwo.com

Se non sai di cosa sto parlando nella foto del rigore: https://www.youtube.com/watch?v=W9QIE1OytWg

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