7G: Samp-Palermo 1-1

brunozzz

Una prodezza di Bruno Fernandes evita a tempo scaduto la quinta sconfitta consecutiva ad una Samp ancora una volta sterile e spuntata. Il Palermo è stato davvero a pochi secondi dal portare a casa tre pesantissimi punti in ottica salvezza effettuando un solo tiro in porta, ma non sta scritto da nessuna parte che una mole enorme di passaggi, di tocchi e controtocchi debba necessariamente essere un bene, anzi.

Il Doria rivince ancora l’ormai stucchevole dato sul possesso palla (54-46) e quello dei passaggi (369 su 456 tentati contro 300 su 393), ma è emblematico il fatto che i rosanero hanno controllato senza mai essere davvero in affanno, tanto che Posavec non è praticamente mai stato impegnato oltre l’ordinaria amministrazione. Si sprecano ancora una volta le imbucate errate, i tiri da fuori area che non centrano lo specchio a cui stavolta abbiamo aggiunto una notevole quantità di cross errati:

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Al contrario della gara di Cagliari (in cui potete trovare la mappa dei passaggi offensivi qui) questa volta Giampaolo ha provato a giocare di più sulle corsie laterali, da una parte allargando Muriel sulla sinistra con l’istruzione per il colombiano di puntare l’uomo tentando di rientrare per esplodere il destro, dall’altra confidando sul rientro di Sala, oggi però disastroso al cross. Purtroppo allargare Muriel ha portato a perdere un uomo in mezzo, così che la solita passività di Quagliarella ha allentato la pressione sui centrali di difesa ospiti.

Samp in pressing furibondo per mezz’ora, ma alla settima partita iniziamo a pensare che forse sia soltanto uno spreco di energie fisiche (e mentali, perchè no) se questo, non di certo contro una corazzata, produce due tiri in porta, uno da fuori area ed uno sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Restiamo una delle squadre che recuperano più palle nella trequarti avversaria della Serie A, ed ancora una volta il dato è giustificato dal giocare molto alti:

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Abbastanza evidente dai grafici come le due squadre abbiano tenuto il campo, ma se tutta questa montagna di gioco ha prodotto il classico topolino sotto forma di un punto agguantato a tempo scaduto, qualche domanda è lecita.

Solita partita vogliosa ma assolutamente negativa per Alvarez: si muove tanto, cerca il fraseggio, ma non incide mai, tra errori nell’ultimo passaggio o dribbling sbagliati. Scriviamo che ha giocato con voglia per non passare per prevenuti, siamo tra quelli (?) che ritengono una vigliaccata la sua riconferma con la firma di un triennale voluta da Montella a pochi giorni dal suo addio direzione Milano, però per quanto ci riguarda speriamo questa sia stata la prova definitiva per il mister che non è un giocatore su cui puntare. Buona la gara del trio centrale Torreira-Barreto-Linetty che torna ad essere quello di inizio campionato dopo la squalifica di Barreto ed il tentativo non troppo fortunato di inserire Cigarini a dettare i tempi.

E’ Bruno Fernandes l’eroe di giornata, così come lo poteva essere in Sardegna. In tempi non sospetti scrivevamo questo, ribadendolo a costo di essere rindondanti:

il 16 agosto è arrivato Bruno Fernandes dall’Udinese, in prestito con obbligo di riscatto. A mio avviso grande presa (ho ancora negli occhi la gara Udinese-Napoli dominata da Fernandes, partita che ha segnato l’addio ai sogni di Scudetto dei partenopei), presumibilmente è il vero sostituto di Soriano.

Soriano è sempre stato ritenuto da chi scrive un giocatore indolente con troppe pause, però quegli 8-10 gol li garantiva, da centrocampista. Il capitano dell’Under-21 portoghese ha le stimmati per essere quell’uomo che grazie ai suoi inserimenti può creare quella superiorità in qualche zona del campo di cui questo modulo ha bisogno, perchè in troppi sembrano giocare per fare il compitino spiegato dall’allenatore in settimana, non osando lo spunto personale provando invece il solito innocuo tocchetto rasoterra al compagno. Non vorremmo che fosse proprio questo il problema per Fernandes, ossia essere visto da Giampaolo come uno che non rispetta le direttive.

Sul gol subìto malissimo il lato destro, con Sala che sbaglia un facile alleggerimento che regala una rimessa a centrocampo al Palermo; invece di rientrare, lo si vede abbassare la testa ripensando all’errore, mentre Barreto non arretra a coprire il compagno. Per gli ospiti è facile lanciare un uomo in profondità, Aalesami, che mette in mezzo quello che pare un innucuo cross, ma Skriniar viene sorpreso dalla palla arretrata e sbaglia l’intervento, così Nestorovski appoggia comodamente in rete. Errore di Skriniar, ancora? Sarà, ma riavvolgiamo il nastro a Castan che abbandona la Samp per andare a Torino. Osti dichiara: “Giampaolo preferisce giocatori che in difesa seguano più il pallone che l’uomo. Castan è più un marcatore“. Il primo gol subìto a Cagliari e questo di oggi arrivano dall’uomo di Skriniar, il quale non a caso si preoccupa di guardare il pallone senza cercare il contatto (anche) fisico con l’uomo, che tranquillamente arriva sul pallone, indisturbato.

E quindi? Sentiamo parlare di sfortuna (specialmente da chi ritiene di possede la “patente del tifoso”), di essere puniti alla prima disattenzione, del “dominare” le gare sul piano del possesso palla: le chiacchere stanno a zero se dopo sette partite abbiamo sette punti. La sfortuna è un concetto inventato dai perdenti per giustificare i propri errori. La poca incisività in avanti se Muriel non fa tutto da solo e gli svarioni difensivi magari all’unica o quasi azione offensiva avversaria dovrebbero far riflettere Giampaolo sulla bontà del suo lavoro. Torniamo a ribaldire, anche qui a costo di sbrodolarci addosso, che già in sede di presentazione le nostre preferenze sarebbero andate su un allenatore più concreto, fautore di un semplice ma solido 4-4-2, più adatto a nostro avviso per le squadre che festeggiano la salvezza e ritengono uno Scudetto il decimo posto. Dopo quattro sconfitte consecutive e sei punti in altrettante gare ci aspettavamo almeno un paio di cambi dal centrocampo in su, un rischiare lo Schick di turno al posto di questo Quagliarella o Praet (o Bruno Fernandes, se non si vuole toccare la linea a tre a centrocampo) per Alvarez. L’aver rischiato seriamente di allungare la striscia di sconfitte ci fa allarmare più del previsto già alla settima giornata. Il calendario, dopo quella che ormai non è diventata una gara scontata ossia la prossima a Pescara, è da far tremare i polsi, tra derby, Juve, Inter, Fiorentina e Sassuolo. Giampaolo si è lamentato della sosta perchè sono troppi i calciatori chiamati dalle rispettive Nazionali. Sarà vero, ma a noi fino a prova contraria non dispiace che ci siano tanti convocati: non vuole forse dire che questi giocatori non sono così scarsi?

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