Presentazione stagione 2016/2017

Sì, un altro blog sulla Samp, scritto da un tifoso – uno di quei sessanta milioni di allenatori che popolano i patri confini- senza nessuna presunzione di avere verità in tasca, ma con il semplice intento di condividere le proprie impressioni sulle gare della Samp, finchè ne avrò voglia o altri impegni non mi sottrarranno il tempo per questo spazio. Dicevamo nessuna presunzione, ma neppure troppe moine da “il Doria si ama e basta”, cioè è chiaro, ma qui non siamo né assistenti sociali né talebani radicalizzati, quindi se dirò che Tizio secondo me non è più un giocatore di calcio (sì Angelo, ce l’ho anche con te) non ritengo di commettere reato di lesa maestà, non su queste pagine, oppure ancora se un calciatore al di fuori del campo di calcio è Padre Pio o Dan Bilzerian beh, affari suoi, niente simpatie o antipatie, si giudica l’operato nei 90 minuti.

getimage.aspxCome pezzo di inaugurazione ho pensato ad una presentazione della squadra che si appresta ad iniziare il campionato di Serie A 2016/2017. Il nuovo allenatore Marco Giampaolo giocherà con il suo collaudato modulo 4-3-1-2, sistema di gioco che chi scrive non ritiene adatto a squadre di livello Samp, ma più a compagini che possono permettersi un tasso tecnico superiore al nostro – vero, ad Empoli ha fatto bene, ma vogliamo parlare delle annate precedenti? Soprattutto il ruolo del trequartista mi lascia interdetto, indipendentemente dal suo interprete, ed al modo in cui i tre di centrocampo devono proteggere i terzini per non lasciarli in inferiorità numerica, cosa che per una squadra che sarà comunque attaccata spesso non è semplice e proprio per questo la mia preferenza andrà sempre ad un 4-4-2 semplice e quadrato, senza fronzoli e con ruoli chiari. Già dai primi allenamenti il mister ha impostato il lavoro sul pressing alto nei primi tre secondi appena persa palla ed un giro palla che dovrebbe prevedere al massimo due tocchi.

Veniamo ai singoli. Giampaolo, con tra l’altro il mercato ancora aperto, ha ruotato com’è giusto parecchi uomini. Vediamo di provare a tirare giù l’undici di partenza.

Tra i pali chiaramente Emiliano Viviano, e che Dio ce lo mantenga in salute, perché dietro di lui Christian Puggioni pare inadeguato a gare in Serie A (ultimo disclaimer poi spero di non dover tornare sull’argomento, il buon Puggioni è un uomo della Sud, sempre sia lodato, ma poi c’è il campo). Per il terzo portiere probabile che Andrea Tozzo vada in prestito, boh ma chi se ne frega del terzo, speriamo non doverlo utilizzare mai.

La linea di difesa dovrebbe essere composta da Leandro Castàn e Matìas Silvestre come centrali, Lorenzo De Silvestri sulla destra, mentre sulla sinistra il mister è ancora agli esperimenti, anche per complicazioni di infortuni. Castàn dopo i gravissimi problemi di salute è chiamato alla prima e vera stagione da titolare, e la Roma lo ha dato in prestito proprio per capire se a 29 anni è ancora un giocatore dopo soltanto sei gare disputate in due stagioni. Silvestre arriva da un’annata tribolata fatta di qualche infortunio e tante incomprensioni con Montella (o almeno così si dice) dopo i fasti vissuti accanto a Romagnoli. De Silvestri vabbeh che ve lo diciamo a fare, attualmente è uno dei migliori terzini italiani e guai a chi ce lo tocca. Sarà chiamato ad arare la fascia di sua competenza con la solita grinta, non disdegnando magari qualche incursione in area avversaria sui corner. Il terzino sinistro dovrebbe allora essere l’ex-Frosinone Daniel Pavlovic. Lo svizzero ha chiuso l’annata 2015/2016 come miglior assist man tra i difensori della Serie A con sei, però ha avuto problemi di infortuni in questo precampionato e non si è praticamente ancora visto. Giampaolo ha così provato con poca fortuna Jacopo Sala, destro adattato ed in palese difficoltà proprio per l’assenza di qualità con il mancino, ed anche contro avversari di bassa caratura si è dimostrato inadeguato al ruolo proprio per la continua ricerca del suo piede migliore. E’ dunque Vasco Regini il più serio candidato a giocare a sinistra come visto al Trofeo Gamper, anche se fin lì il mister l’ha sempre utilizzato come centrale (sono stato in passato uno dei più grandi detrattori di Regini, poi però ho visto Dodo’ e da lì Vasco mi è apparso come il nuovo Paolo Maldini). Pedro Pereira, se resta, dovrebbe essere il cambio naturale di De Silvestri. Occhio a Milan Skriniar se i centrali dovessero avere dei problemi, Slovacco con in faretra la recente esperienza agli Europei con la sua Nazionale – in cui a dire il vero ha giocato davanti alla difesa. UPDATE: nel frattempo De Silvestri è andato al Torino, così come Castan. Alzo le mani sul primo, non tanto per la cessione in sè ma per i tempi, troppo a ridosso della prima di campionato; sul giocatore della Roma purtroppo era finito nelle gerarchie dietro a Regini, Silvestre e Skriniar, segno che Giampaolo non lo ritiene pronto, così il giocatore ha preferito cambiare aria. Ora però la coperta è corta, e da qui a fine mercato servono assolutamente almeno due centrali affidabili ed eventualmente un terzino destro, se Pereira tornasse in patria al Benfica. Intanto è tornato, ahimè, José Rodolfo Pires Ribeiro, meglio conosciuto come Dodo’. Qualche galoppata nella scorsa stagione, in mezzo al grigiore generale, ha illuso più di un tifoso. Dodo’ però non è in grado di fare il terzino in una difesa a quattro, essendo gravemente insufficiente in fase difensiva, mentre in quella offensiva normalmente le squadre di Giampaolo in fase di possesso allargano le due mezz’ale, senza usufruire troppo della spinta dei terzini. Felici al solito di essere smentiti, ma un ritorno che sa tanto di rata di pagamento di Eder.

Rebus, almeno per noi, i tre di centrocampo. Il regista dovrebbe essere Luca Cigarini, anche lui visto pochissimo nel precampionato causa infortunio. La mia perplessità sta nel modo in cui l’Atalanta se ne è liberata, troppo a cuor leggero. Lucas Torreira è l’alternativa, dopo la stagione monstre a Pescara. E’ stata forse la più gradita sorpresa del ritiro, pare avere il “muso buono” dei giocatori veri, regista ma anche interditore al punto giusto. Accanto al centrale Giampaolo ha ruotato tutti, e sorprendono le tante presenze di Mirko Eramo, all’ennesimo ritorno alla casa madre dopo un prestito. Stento a credere sarà il titolare e mi puzza di mossa dell’allenatore per mandare segnali alla società sulle carenze dell’organico, o più semplicemente si sta aspettando l’ambientamento dei vari Karol Linetty e Filip Djuricic. Il primo ha un curriculum nel Lech Poznan che a quell’età fa spavento, mentre il secondo è una sorta di talento inespresso che ha girato mezza Europa raccattando 49 presenze in quattro anni, ma è un trequartista che comunque Giampaolo ha provato anche nei tre di ceontrocampo. Per questo sono stati tanti i minuti giocati da Edgar Barreto, reduce da una stagione che definire deludente è poco ma troppo brutta per essere vera tanto che Giampaolo si è fino ad ora opposto ad una sua cessione. Restano in rosa anche Josè Campana, anche lui tornato dopo l’ennesimo prestito, e David Ivan, ma entrambi sul piede di partenza. Ivan con Zenga ha avuto dei momenti da giocatore già pronto, vedremo. Ah sì, ci sarebbe pure Angelo Palombo, e chi lo smuove? Per quel che mi riguarda ha giocato fin troppo pure per essere precampionato. UPDATE: il 16 agosto è arrivato Bruno Fernandes dall’Udinese, in prestito con obbligo di riscatto. A mio avviso grande presa (ho ancora negli occhi la gara Udinese-Napoli dominata da Fernandes, partita che ha segnato l’addio ai sogni di Scudetto dei partenopei), presumibilmente è il vero sostituto di Soriano.

Capitolo, dolente, quello del trequartista. Ricky Alvarez, giocatore voluto da Montella che se era svincolato da mesi un motivo ci sarà pur stato, ha firmato un triennale quando l’Aereoplanino era ancora l’allenatore della Samp, e vorrei davvero conoscere la considerazione di cui gode presso il nuovo mister. Se avesse la stessa mia, giacerebbe in panchina accanto al numero 17. Vedremo, e speriamo di essere smentiti nel corso della stagione. Giampaolo fino ad ora ha schierato in questo delicato ruolo Patrik Schich, anche per qualche problemino fisico di Alvarez. Il nuovo arrivato ha già fatto sapere che preferirebbe giocare punta, e morfologicamente non pare adatto a fare il trequartista. C’è poi il già citato Djuricic, ma come potete vedere sono tutte scommesse. Ripeto, ruolo delicato, che odio, proprio perché non semplice in entrambe le fasi di gioco, offensiva e difensiva, soprattutto se non ti puoi permettere chissà quali fenomeni. UPDATE: dopo un tira e molla durato quasi due mesi arriva dall’Anderlecht Dennis Praet, trequartista di sicuro potenziale ma ancora inespresso. Chiamarlo “scommessa” avendolo pagato 10 milioni suona male, quindi le aspettative sono molte. A sentire chi lo ha seguito meglio di noi può pure giocare mezz’ala nel centrocampo a tre.

Chiudiamo con l’attacco, dove i titolari inamovibili paiono essere Fabio Quagliarella e Luis Muriel. Purtroppo anche qui ho molte perplessità, su entrambi, e felicissimo di essere smentito. Come per Cigarini a Bergamo, il modo in cui il Torino ha lasciato andare la Quaglia mi è parso alquanto frettoloso, e la questione delle frizioni con la tifoseria più una scusa che altro. Per il colombiano questa sarà la quinta se non la sesta stagione in cui “deve esplodere”. A mio avviso la sua indolenza non andrà mai via, quindi l’ennesima attesa sarà vana. Sorvolando sul solito equivoco-Cassano (per chi scrive un ex calciatore) la coperta è corta se dobbiamo sperare in Ante Budimir nel ruolo di eventuale cambio per i titolari ed alla prima stagione nella massima serie. Tornando a ribadire che speriamo di prendere una cantonata clamorosa, tra – sì – bolliti, indolenti e scommesse l’attacco sembra il reparto messo peggio, dopo che già l’anno scorso non ha brillato come vena realizzativa.

E quindi? L’obiettivo come tutti gli anni è – e deve essere – il raggiungimento dei 40 punti nel più breve tempo possibile, poi si può iniziare a parlare di dodicesimo/decimo posto e parte sinistra della classifica. L’importante è lasciare lavorare la squadra in maniera serena senza necessariamente mettere pressione in caso di iniziali risultati negativi, giustificati magari dall’ennesimo cambio di guida tecnica e dall’innesto graduale di tanti nuovi acquisti.

Una chiosa finale sulla dirigenza. Non leggerete mai su questo blog “Ferrero vattene” o cose simili, basate sul nulla. Si potranno contestare atteggiamenti, gestione o acquisti e vendite, ma mai si chiederà di passare la mano, per un paio di motivi ben precisi. Primo, il sottoscritto non possiede il patrimonio per acquistare l’U.C. Sampdoria e ritiene che chiunque dei suoi soldi fa ciò che vuole nel rispetto delle libertà altrui. Siccome siamo semplici tifosi, assisto – se voglio – alle partite, ma il mio ruolo deve finire lì, senza scenate patetiche di sostegno o contro a professionisti che come tali sono pagati – o pagano. Secondo, a due anni dall’arrivo di Massimo Ferrero non è ancora ben chiaro chi sia davvero il proprietario della Samp, che magari un giorno vi svegliate e scoprite che è ancora la ERG.

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