Brevemente su Giampaolo

Il suo CV parlava da solo, ed avevo molti dubbi sulla sua firma. Anche il modulo, il 4-3-1-2, non lo trovavo idoneo ad una squadra di livello Samp, lascia le fasce scoperte in difesa e non le sfrutta in attacco, ed il trequartista è un ruolo troppo delicato per i giocatori che ti puoi verosimilmente permettere. Idem sul telebanesimo tattico, la difesa altissima indipendentemente dai suoi interpreti, sull’ossessione di voler giocare contro tutti allo stesso modo, che può essere un vantaggio (una volta assimilato il modulo), ma anche uno svantaggio (adeguamenti degli avversari), cosa che neanche Zidane al Real credo possa permettersi.

La scorsa stagione il Doria ha chiuso all’undicesimo posto avendo l’ottavo monte ingaggi della Serie A. La classifica del monte ingaggi spesso rispecchia quella reale, in maniera quasi fisiologica, salvo quando qualcuno sovraperforma (Atalanta) o una ‘grande’ sbaglia la stagione (Inter e Milan). Certo, possono sbagliarsi delle firme (Dodo’), ma mediamente vale un po’ per tutti. Chiudendo all’undicesimo posto, Giampaolo ha fatto al massimo il suo dovere, al minimo ha pure sottoperformato non centrando la parte sinistra della classifica. L’inizio dello scorso campionato, ricordo, fu tragico dopo le prime tre giornate, e soltanto il gol del pareggio di Bruno Fernandes al 94mo in Samp-Palermo 1-1 lo salvò dall’ennesimo esonero in carriera. Vinse poi i due derby, e questo, secondo me, fece passare in cavalleria soprattutto tra i tifosi sconfitte disarmanti come quella casalinga con il Crotone neopromosso (1-2), i sette gol presi a Roma dalla Lazio, i cinque casalinghi contro il Napoli. Il mantra fu “hanno tirato i remi in barca, giocatori mercenari”, nessun accenno in negativo al lavoro del mister, alla presunzione di giocare con la linea altissima contro i Felipe Anderson, i Keita, i Mertens e gli Insigne.

Quest’anno la situazione è grossomodo la medesima, il monte ingaggi è sempre l’ottavo, c’è una ‘grande’ che fin qui ha sbagliato la stagione. La Samp oggi è sesta (agganciata dall’Atalanta, ieri, con l’Udinese a due punti dopo un pessimo avvio) ma dal 25 novembre ha vinto una sola volta – contro la SPAL al 91mo con un rigore inventato -, pareggiato un’altra, e perso 5 partite. Un trend abbastanza marcato. Perdere prendendo tre gol dalla squadra, dati alla mano, peggiore d’europa (Benevento) è abbastanza allarmante, ma in linea con la storia di Giampaolo. A De Zerbi, come a Semplici due sabati fa, è bastato mettersi dietro la linea della palla, terzini stretti, centrocampisti centrali piazzati davanti alla difesa, undici dietro la linea della palla ed aspettare che la sterile manovra del Doria si stampasse contro il limite dell’area per ripartire veloce e mettere in difficoltà la linea alta di Giampaolo.

Sul banco degli imputati ci sono oggi Regini e Sala. Ok, sono scarsi, ma sono due soluzioni di ripiego, e allora? In qualunque lavoro al dipendente viene chiesto di massimizzare le risorse a disposizione, perchè non dovrebbe farlo Giampaolo? Non puoi pensare di giocare con loro due come se avessi in campo i titolari (e con i titolari pensare a loro volta che siano Facchetti, Roberto Carlos, Baresi e Costacurta), devi avere un’alternativa tattica, che sia anche soltanto giocare un po’ più accorto, con la linea difensiva più bassa, proprio per coprire i difetti dei tuoi giocatori. Oppure contro le squadre chiuse, come la SPAL, provare un 4-3-3, allargare il campo invece di continuare a sbattere contro gli avversari che ti aspettano al limite dell’area.

Eppure Giampaolo continua ad avere un’aurea quasi da Santone, i termini ‘Maestro di calcio’ si sprecano, e francamente continuo a non capire da cosa sono giustificati. Il bel gioco poi… ma qual è la definizione di bel gioco in una sport che prevede, per vincere, di fare un gol in più dell’avversario?Altrimenti è ginnastica artistica, dove ci sono dei giudici che valutano il gesto tecnico e danno un voto. Ma il calcio direi che è altro. Il fine giustifica i mezzi, semmai. Segnare, poco importa come. Adattarsi all’avversario, puntando ad attaccarne i difetti e nel frattempo mascherare i propri.

E quindi? La Samp è in una posizione di classifica che si può tranquillamente considerare congrua alla qualità della rosa se qualcuna con il monte ingaggi superiore sbaglia la stagione, e Giampaolo sta facendo il suo lavoro senza nessun miracolo di sorta. Poi si può arrivare settimi o decimi, e va bene, ma parlare di traguardi come 40 punti o avere paura di andare in Europa ‘altrimenti l’anno dopo si retrocede di default’, o accontentarsi dei derby vinti è una mentalità avvilente per una società che paga l’ottavo monte ingaggi della categoria.

Serie A/Sampdoria-Spal

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Non è che la Samp approcci male le partite, è che le gioca tutte uguali

Non è che la Samp approcci male le partite, è che le gioca tutte uguali dal punto di vista tattico, senza considerare l’avversario che ha davanti. Di conseguenza contro alcune squadre funziona, contro altre no.

Dal 9 aprile 2017: 13 partite, 3 vittorie, 4 pareggi, 6 sconfitte. 13 punti. Media – ovviamente – di un punto a partita.

La stagione scorsa il Doria ha chiuso al decimo posto, avendo l’ottavo monte ingaggi della Serie A. Normalmente la classifica del monte ingaggi rispecchia quella finale, quindi Giampaolo non ha fatto sovraperformare la rosa a disposizione come spesso si legge in giro, ma l’ha fatta performare il giusto. Quest’anno la situazione è la medesima:

Juventus – 164 milioni
Milan – 117
milioni
Roma – 91
milioni
Inter – 82
milioni
Napoli – 81
milioni
Lazio – 62
milioni
Torino – 45
milioni
Sampdoria – 37
milioni
Fiorentina – 35
milioni
Bologna – 29
milioni
Sassuolo – 29
milioni
Atalanta – 27
milioni
Genoa – 26
milioni
Hellas Verona – 22
milioni
Udinese – 21
milioni
SPAL – 21
milioni
Cagliari – 21
milioni
Chievo Verona – 18
milioni
Benevento – 15
milioni
Crotone – 12
milioni

Qualsiasi allenatore è migliore con migliori giocatori a disposizione. L’importante poi è ottimizzarli e non farli sottoperformare.